Rotary SunTour 2025: Ottava Edizione

Manifestazione per Rotariani appassionati di auto d’epoca e rotariani iscritti alla Fellowship ARACI.

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IntroduzioNe

La 8ª Edizione del Sun Tour celebra l’unione tra la passione per le auto d’epoca e l’esplorazione del patrimonio culturale, guidando i partecipanti attraverso i Tesori Nascosti e del Patrimonio dell’UNESCO della regione Campania, percorrendo le strade dell’Antica Lucania, partendo dalla fantastica Certosa di Padula e le zone limitrofe  del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, per poi spostarsi verso la costa del Cilento fino all’antica Paestum. Questo itinerario unico si snoda tra la storia e la cultura millenaria, offrendo una lente d’ingrandimento sulle bellezze artistiche e naturali di un territorio che ha affascinato viaggiatori e intellettuali di ogni periodo storico.

Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni è il secondo parco protetto più grande d’Italia. Si estende dalla costa tirrenica, con le due aree marine protette di “Santa Maria di Castellabatee della “Costa degli Infreschi e della Masseta, fino ai piedi dell’Appennino campano e lucano, e comprende le cime dei monti Alburni, Gelbison, i contrafforti costieri del monte Bulgheria e del monte Stella, la vetta più alta della Campania del monte Cervati.

Nei millenni tutto il territorio del Parco è stato ininterrottamente abitato, prima dagli agricoltori del Neolitico e dalle comunità dell’Età del Bronzo e del Ferro, successivamente da Etruschi, colonizzatori Greci, Lucani, Romani. Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente e il conseguente disfacimento politico e sociale, il Medio Evo vide la rinascita dei centri abitati e delle vie di comunicazione.

Il Parco Nazionale, una zona montuosa solcata da vallate in cui scorrono fiumi che scendono nel Mar Tirreno, e il Vallo di Diano, un vasto e fertile altopiano, sono un’area Riserva della Biosfera MAB dell’UNESCO dal 1997. La stessa zona è stata iscritta nella rete dei GeoParchi UNESCO nel 2010, grazie alla bellezza delle numerosissime grotte create dalla natura carsica del terreno, sia nell’entroterra che sulla costa, e alla natura geologica delle rocce che costituiscono il «Flysch del Cilento», caratterizzato da una fitta stratificazione delle rocce che talora assumono forme e colori particolari.

I partecipanti avranno il privilegio di percorrere strade che si intrecciano con la storia, tra i borghi e le antiche civiltà che qui hanno prosperato.

Ogni tappa del tour è un capitolo di un racconto più ampio, una narrazione che si dipana tra miti, leggende e realtà, offrendo un’esperienza che va oltre la semplice ammirazione estetica. Preparatevi a un viaggio che è anche un percorso di conoscenza e di stupore, in cui ogni curva rivela una nuova scoperta, ogni sosta è una pagina di storia da sfogliare.

Attraversando il cuore della Campania, il tour abbraccia la cultura enogastronomica della regione, con pause che deliziano il palato con piatti tipici e vini locali, creando momenti di puro piacere culinario. Questa esperienza gastronomica, arricchita dallo scambio con gli abitanti e la visita a cantine storiche, si lega indissolubilmente al piacere di guidare auto d’epoca lungo strade che raccontano storie di civiltà antiche.

Primo Giorno

Il primo giorno dell’8° Sun Tour si apre sotto il segno della grandezza storica e della passione per l’eleganza automobilistica storica con il ritrovo di tutti i partecipanti nel parcheggio del Gran Hotel Certosa, di fronte ad una perla dei siti storici italiani e patrimonio mondiale dell’UNESCO, la Certosa di San Lorenzo che con oltre 320 stanze, occupa una superficie di circa 51.500 mq..

La Certosa ha il più grande chiostro d’Europa ed è contornato da 84 pilastri. Una grande scala a chiocciola, in marmo bianco, porta alla grande biblioteca della reggia del Silenzio.

La chiesa conserva gli altari con le raffinate decorazioni policrome in scagliola con inserti in madreperla, gli affreschi del XVI-XVIII sec., il pavimento di maioliche settecentesche, i cori lignei intagliati e intarsiati del primo Cinquecento.

La sua visita la dedicheremo alla mattinata del secondo giorno del Tour, mentre il pomeriggio di venerdì lo dedicheremo al puro divertimento in pista, con le prove cronometrate di regolarità con le nostre auto storiche presso la Valpista, nel centro del Vallo di Diano, oltre a chi vorrà, potrà effettuare con la propria auto dei giri cronometrati o noleggiare un kart per un paio di giri in pista.

In serata in hotel vi sarà un evento esclusivo dove la passione per le vetture vintage si unirà al gusto per il buon cibo e il vino selezionato, offrendo un’esperienza sensoriale completa ed un’opportunità unica di socializzazione e festa tra appassionati rotariani del Tour e del Club Sala Consilina – Vallo di Diano, che insieme a voi, festeggeranno il cinquantenario del proprio Club.

Secondo Giorno

Il secondo giorno sarà dedicato alla visita della Certosa di San Lorenzo, vista la stretta  vicinanza al hotel, con l’assistenza di una Guida, potremo ammirare lo splendore di questo monastero tra i più grandi d’europa, con una superficie totale che supera i 50.000 metri quadri, promossa e finanziata a partire dal 1306 da Tommaso Sanseverino, conte di Marsico, sul nucleo originario di una grància antica, una struttura con funzione di azienda agricola, in genere collegata alle abbazie benedettine, acquistata dall’Abbazia di Montevergine, già dedicata a San Lorenzo.

La costruzione del complesso segue lo schema consolidato dell’ordine fondato nel 1084 da San Brunone di Colonia, in Francia, basato sulla netta distinzione di due grandi aree funzionali: casa bassa [domus inferior] che comprendeva i luoghi di lavoro: depositi, granai, stalle, lavanderie e quella destinata ai conversi, frati che non hanno ricevuto gli ordini religiosi, preposti ai servizi manuali, alla sussistenza materiale della comunità e ai rapporti con il mondo ‘esterno’ e la casa alta [domus superior], nettamente separata dalla prima, zona di residenza dei padri, regno del silenzio, della meditazione e della clausura.  Il parco recintato, l’orto comune del complesso di oltre 20 ettari, è coltivato a vite e cereali, con siepi e alberi da frutto e slarghi circolari delimitati da felci, allori e cipressi.

Successivamente la mattinata sarà dedicata alla visita, per chi lo vorrà, dei musei civici: museo civico multimediale e casa museo di Joe Petrosino, oltre al Battistero San Giovanni in Fonte.

Il Battistero Paleocristiano

è uno dei più antichi di tutto l’occidente. costruito su commissione di Papa Marcello I, da cui prende nome la chiesa e il borgo, Marcelliànum, distrutto nel VI secolo forse durante la guerra greco-gotica. nel XII secolo la chiesa viene ricostruita, ora dedicata a San Giovanni Battista. I restauri del 1985-1987 hanno riportato alla luce una struttura articolata intorno a un corpo di fabbrica quadrato, e le mura, con archi a tutto sesto, che in origine probabilmente reggevano una cupola. al centro: il fonte battesimale era alimentato da una sorgente perenne e un invaso pieno d’acqua, con evidente reimpiego di reperti romani, recuperati da una villa d’età imperiale, mentre gli affreschi risalgono alla fondazione, VI-VII secolo, e al IX secolo.

Il museo civico multimediale

ospitato nel palazzo Brando, nei pressi del Municipio, realizzato nel 2014, è un percorso interattivo rigoroso e evocativo attraverso la storia millenaria di Padula e del Vallo di Diano, dalla preistoria all’ottocento. Attraverso supporti multimediali innovativi il museo dà vita a una esplorazione virtuale nel territorio e nella storia, fino all’Unità d’Italia:                  archeologia, risorgimento, brigantaggio, ambiente e identità civili composite, prendono forma, sala dopo sala, interpretati dalle voci e dalle immagini dei protagonisti che si materializzano sugli schermi aprendo cassetti e ante di armadi ‘parlanti’.

La casa museo di Joe Petrosino

il museo allestito nella casa natale del poliziotto italo-americano Giuseppe “Joe” Petrosino, nato a Padula il 30 agosto 1860, è l’unica casa-museo in Italia dedicata a un rappresentante delle forze dell’ordine, rientrato in Italia da New York, dove era emigrato con i genitori a 13 anni, per investigare i legami tra mafia americana e siciliana, Joe torna a Padula prima di proseguire per Palermo, dove viene assassinato il 12 marzo 1909.

La giornata continuerà, con la partenza per Palinuro, dove sosteremo in porto per poter effettuare una passeggiata in barca ed ammirare dal mare la costa del Cilento per poi arrivare a cenare in un ristorante tipico cilentano.

Terzo Giorno

NeI terzo giorno del 8° Rotary Sun Tour si inizia con la visita della città di Velia.

Elea (in greco antico: Ἐλέα), denominata in epoca romana Velia, è un’antica polis della Magna Grecia. L’area archeologica è localizzata in contrada Piana di Velia, nel comune di Ascea

Gli scavi di Velia sono situati In una posizione centrale rispetto alle principali località turistiche del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, come Palinuro, Marina di Camerota, Ascea e Casalvelino.

Elea fu fondata nella seconda metà del VI secolo a.C., da esuli Focei in fuga dalla Ionia (sulle coste dell’attuale Turchia, nei pressi del golfo di Smirne) per sfuggire alla pressione militare persiana. La fondazione avvenne a seguito della Battaglia di Alalia, combattuta dai Focei di Alalia contro una coalizione di Etruschi e Cartaginesi, evento databile a un arco temporale che va dal 541 al 535 a.C.

La città fu edificata sulla sommità e sui fianchi di un promontorio, comprato dai Focei agli Enotri, situato tra Punta Licosa e Palinuro. Fu inizialmente chiamata Hyele, dal nome della sorgente posta alle spalle del promontorio.

Intorno al V secolo a.C., la città era felicemente nota per i floridi rapporti commerciali e la politica governativa. Assunse anche notevole importanza culturale per la sua scuola filosofica presocratica, conosciuta come Scuola eleatica, fondata da Parmenide, con probabili influenze di Senofane, e portata avanti dall’allievo Zenone. Nel IV secolo entrò nella lega delle città impegnate ad arrestare l’avanzata dei Lucani, che avevano già occupato la vicina Poseidonia (Paestum) e minacciavano Elea.

Con Roma, invece, Elea intrattenne ottimi rapporti: fornì navi per le guerre puniche (III-II secolo) e inviò giovani sacerdotesse per il culto a Demetra (Cerere), provenienti dalle famiglie aristocratiche del posto. Divenne infine luogo di villeggiatura e di cura per aristocratici romani, forse grazie anche alla presenza della scuola medico-filosofica.

Nell’88 a.C. Elea fu ascritta alla tribù Romilia, divenendo municipio romano con il nome di Velia, ma con il diritto di mantenere la lingua greca e di battere moneta propria. Nella seconda metà del I secolo servì come base navale, prima per Bruto (44 a.C.) e poi per Ottaviano (38 a.C.). La prosperità della città continuò fino a tutto il I secolo d.C., quando si costruirono numerose ville e piccoli insediamenti, unitamente a nuovi edifici pubblici e alle thermae, ma il progressivo insabbiamento dei porti e la costruzione, avviata nel 132 a.C., della Via Popilia che collegava Roma con il sud della penisola tagliando fuori Velia, condussero la città a un progressivo isolamento e impoverimento.  Dalla fine dell’età imperiale, gli ultimi abitanti furono costretti a rifugiarsi nella parte alta dell’Acropoli per sfuggire all’avanzamento di terreno paludoso, e l’insediamento è riportato nei codici con vari nomi, corrispondenti a differenti periodi, tra cui Castellammare della Bruca. Alla fine del Medioevo, nel 1420, diventò feudo dei Sanseverino che però sarà presto donato alla Real Casa dell’Annunziata di Napoli. Dal 1669 non è più censito alcun abitante sul posto, e le tracce della città si perdono nelle paludi. Solo nell’Ottocento l’archeologo François Lenormant comprese che l’importanza storica e culturale del luogo si prestava a interessanti studi e approfondimenti, tuttora in corso, ma va anche rilevato che purtroppo, a causa degli scavi iniziati nel secolo scorso, l’abitato superstite dall’epoca medievale fino al Seicento fu quasi completamente distrutto.

Catona è un paese di alta collina nell’entroterra del comune di Ascea. Integra è la sua struttura urbanistica di impianto medioevale. Si ritiene che la cima del Monte Carmelo, dove sorge il Santuario dedicato alla Madonna del Carmine, costituisse un avamposto di Elea-Velia, a difesa della “chora velina” dalla pressione dei Lucani. Stupendo punto panoramico da cui si domina la veduta della Piana e del Golfo di Velia. Nel piccolo borgo di Catona, fraz. Di Ascea, passeggiando tra le vie del paesino, raggiungeremo il Santuario del Monte Carmelo. Aperitivo al tramonto.

La serata si arricchisce con una cena in un ristorante, dove la cucina cilentana si esprime nella sua forma più elevata, offrendo piatti tradizionali preparati con maestria e creatività.

Quarto Giorno

Il risveglio dell’ultimo giorno ci accoglie con la luce calda di un’alba che ci potrà far ammirare la bellezza di due meravigliosi castelli medievali:

Il Castello di Rocca Cilento e il Castello Angioino-Aragonese di Agropoli

Il Castello di Rocca Cilento risale all’età della dominazione normanna nell’Italia meridionale. In un documento del 1119, risultava inserito nella cinta fortificata del castello dei Sanseverino e nel 1185 l’insediamento di Rocca figurava come castrum, cioè un abitato fortificato. Rocca era anche la sede dell’importante ufficio diocesano dell’arci-presbiterato. I Sanseverino la utilizzavano come residenza e ufficio per esercitare l’attività giudiziaria e amministrativa. Rocca sarà feudo di questa famiglia fino al 1552. Da allora Rocca condividerà la sua sorte con gli altri paesi cilentani passando a diverse famiglie di feudatari. Rocca fu aggregata al comune di Lustra nel 1861.

Il borgo di Agropoli conserva il suo antico centro storico e parte della cinta muraria. L’entrata al borgo passa dalla porta di ingresso al centro storico e dalla salita degli “scaloni”, una scalinata costituita di gradoni bassi e larghi e protetta da un muro che è caratterizzato da merli che richiamano quelli della porta. La porta di ingresso è costituita da due aperture, una più piccola a destra dell’arco principale, ed è sormontata da merli. La porta è realizzata all’interno in pietra locale e va ad integrarsi con le mura del Castello. Sulla sommità della porta si trova lo stemma dei Duchi Delli Monti Sanfelice, gli ultimi duchi al cui feudo apparteneva Agropoli. Il nucleo originale del Castello Angioino-Aragonese di Agropoli consisteva in una semplice Torre di osservazione eretta nella prima metà del VI secolo dai Bizantini. La struttura comincia ad espandersi dapprima durante la breve dominazione Saracena (882-915) e poi durante i due secoli della dominazione Normanno-Sveva, con la costruzione del ponte levatoio e lo scavo del fossato. Ad oggi, ci si riferisce al Castello come Angioino Aragonese in virtù delle profonde ristrutturazioni adoperate prima dagli Angiò di Napoli e poi dagli Aragona di Sicilia. Durante questo periodo la pianta si espande fino al raggiungimento della forma che mantiene ancora oggi; le mura vengono progressivamente abbassate e inspessite per contrastare le nuove armi da fuoco che si andavano imponendo nel XV secolo; parimenti, le torri diventano stondate, con una forma a tronco di cono. Le merlature mantengono solo una funzione ornamentale, poiché nelle sezioni in muratura venivano ricavati degli alloggi per i fucilieri.

Il Castello, dal momento dell’introduzione della feudalità, passa nelle mani di diverse famiglie nobili, tra cui si segnala quella dei Sanfelice, titolari del feudo dal 1660 al 1806. Proprio da questa data la feudalità viene abolita dal rinnovato Regno di Napoli, ora nella mani di Gioacchino Murat. I napoleonici, quindi, occuperanno il castello fino al 1816 rendendolo il principale snodo strategico a sud di Salerno. Dalla fine dell’impero Napoleonico il Castello viene progressivamente abbandonato, pur essendo stato acquistato da diversi privati.

Dal 2008 la proprietà è di nuovo comunale. Ad oggi il Castello è la principale attrazione storico-culturale della città ed ospita eventi e rassegne di grande importanza, situato sulla sommità dell’antico centro storico e da qui è possibile ammirare un’incantevole vista, una vista che lasciò stupefatto anche Ungaretti che parla di Agropoli nella terza parte del suo “Il deserto e dopo”, intitolata “Mezzogiorno”. Oggi il Castello è un luogo di eventi culturali e il suo giardino interno viene spesso adibito a teatro all’aperto

Dopo la visita ed al termine del piacevole light lunch che ci farà trascorre insieme le ultime  ore del Tour,  ci salutiamo con l’augurio sincero di rivederci alla prossima edizione del Sun Tour. Questo saluto è piuttosto un promemoria di tutti i sentieri che abbiamo percorso insieme e delle storie che abbiamo tessuto sotto il cielo che ci ha visti partire in gruppo e ora ci separa, ma con la promessa di mantenere vivo lo spirito di questa avventura, finché non ci ritroveremo di nuovo, uniti dalla stessa passione e dallo stesso desiderio di scoprire insieme, ancora una volta, nuove strade.

Percorso

Tappe Tour

30 Maggio

1° Giorno

Ore 14,30: raduno auto presso il Gran Hotel Certosa Viale Certosa, 1, 84034 Padula SA;

Ore 15,30 : Prove cronometrate di regolarità nel circuito Valpista;

Ore 17,00: prove su kart;

Ore 17,30: ripresa della auto per il ritorno in hotel;

Ore 18,00: arrivo in hotel;

Ore 19,00: Buffet  di apricena in giardino nel hotel;

Ore 20,30: Cena in interclub x festeggiare i 50 anni del Club Sala Consilina – Vallo di Diano

31 Maggio

2° Giorno

Ore 08,50: Appuntamento in hall per recarsi insieme in Certosa

Ore 09,00: visita della Certosa di Padula.

Ore 10,45: partenza per i Musei Civici;

Ore 11,00: visita Museo Multimediale e la casa di Joe Petrosino;

Ore 11,45: partenza con le auto per il Battistero di San Giovanni;

Ore 12,00: visita del Battistero;

Ore 13,00: Light lunch in un ristorante a Caselle in Pittari, paesino che ha dato i natali all’ing. Nicola Materazzi, progettista della Ferrari F40 ;.

Ore 14,30: partenza per Palinuro;

Ore 15,15: Arrivo al porto di Palinuro.

Ore 15,30: Imbarco su unità da diporto per ammirare la costa                                       cilentana dal mare.

Ore 17,30: rientro al porto di Palinuro e ripresa delle auto;

Ore 18,00: arrivo in hotel.

Ore 20,00: cena in un ristorante sul mare.

01 Giugno

3° Giorno

8:00 –8:45: prima colazione in hotel ;

Ore 9,00: partenza dal hotel  per gli scavi di Velia;
Ore 9,30: arrivo presso la biglietteria ed appuntamento con la guida.

Ore 12,30: riprese le auto per appuntamento al ristorante;

Ore 13,00: light lunch presso Anna dei Sapori, Via Santa Venere, 1, 84040 Velina SA;

Ore 15,00: partenza per la costa cilentana fino ad Acciaroli;

Ore 15,30: arrivo ad Acciaroli e visita del borgo;

Ore 16,30: partenza per la visita del Castello di Rocca 
Ore 17,00: arrivo al Castello, dove si visiteremo le molteplici sale restaurate del Castello; 
Ore18,00: Apricena nell’antico Rivellino del Castello, il Sunset Bar, che offre una vista mozzafiato sull’intero Golfo del Cilento e sulla Costiera Amalfitana, con affaccio panoramico sul tramonto dell’Isola di Capri.

Ore 18,30: ritorno in Hotel

Ore 20,30: Cena: conviviale in interclub con i soci del Rotary Club locale e tutti i partecipanti del SunTour.

02 Giugno

4° Giorno

Ore 9,00:   prima colazione in hotel;
Ore 09,30: partenza per il castello Angioino aragonese di Agropoli;

Ore 10,00: arrivo e visita del Castello;

Ore 12,00: passeggiata nel vecchio borgo di Agropoli;

Ore 13,00: arrivo al ristorante per il farewell lunch.